Il Metodo Rességuier

Riabilitazione Integrata

« Se questo contatto esiste, il paziente può migliorare; se non esiste, il paziente rischia di sentirsi abbandonato, perso, privato delle sue possibilità di cambiamento, incapace di muoversi. » (Balint, 1977)

Parole chiave: « nouage empatico », corpo sensibile, agire cosciente, rimediazione, coltivare le competenze attuali


La specificità del metodo traspare in due momenti del tempo terapeutico: subito fin dall’inizio, durante la stabilizzazione della relazione con il paziente-cliente, e, in seguito, attraverso le modalità terapeutiche permesse grazie a questo posizionamento nella relazione. Le parole chiave per questi due tempi sono: corpo sensibile e agire cosciente.

La relazione di prossimità che il futuro professionista della salute instaura con i pazienti fin dai primi anni di apprendistato del suo mestiere gli impone, consapevolmente o inconsapevolmente, di elaborare degli atteggiamenti per posizionarsi nelle situazioni cliniche o terapeutiche che incontra. Col passare degli anni di pratica, queste modalità di stabilizzazione e mantenimento della relazione tendono a divenire automatiche, non coscientizzate, ed il trattamento viene realizzato in questo contesto relazionale instabile ed aleatorio. Uno dei primi strumenti del Metodo di Riabilitazione Integrata è di fornire al professionista una possibilità di stabilire il contatto con l'altro in un modo cosciente, stabile e sempre riproducibile. Il « nouage empatico » che si stabilisce, il toccante-toccato di Merleau Ponty, il posto in risonanza costante con il paziente-cliente : la vera carne dell'incontro si rivela, il corpo sensibile è accessibile. Al di là della fiducia quasi tissutale che si installa, questo posizionamento rigoroso va a potenziare i diversi strumenti terapeutici.

Il tempo terapeutico propriamente detto si svolge in questo ambiente familiare senza familiarità che attenua la reattività del paziente. Gli esercizi fisici proposti sono caratterizzati da un agire costantemente coscientizzato che permette dei micro-riaggiustamenti immediatamente integrati alla sua postura psico-fisica attuale. Le strutture abituali di funzionamento sono portate a registrare i dati di ogni istante e devono trovare delle soluzioni ai nuovi problemi che incontrano. Il cervello prefrontale viene attivato incessantemente da tutto questo « insolito», ed i vecchi schemi di funzionamento perdono di efficacia. La riabilitazione diventa una modalità che rivela ed attualizza le capacità del paziente. Si tratta dunque di una vera e propria rimediazione: il collocamento delle nuove modalità di funzionamento che sostituiscono le vecchie. Il percorso di riabilitazione non è più quello che tende ad un recupero il più fedele possibile delle capacità perse, ma quello, ben più stimolante e vigoroso, di un « coltivare le competenze attuali ».
Di Jean-Paul Rességuier